Riforma della scuola. 
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Dalla storica rivista alla rete.

 

Wednesday, December 03, 2003

 
Scuola Bologna. I docenti in comune cantano "maestra ciao".
Sit in delle insegnanti dei servizi educativi, handicap e aule culturali. Sciopero riuscito.


Bologna- "Bella ciao" diventa "maestra ciao"; il "partigiano" scompare dai ritornelli della canzone simbolo della Resistenza e viene sostituito da un "cara giunta, ti sei sbagliata, e verra' il giorno che te lo faro' capir". Hanno protestato cosi', a suon di note riadattate ("questa mattina mi son svegliata e sono venuta a scioperar"), le maestre dei servizi educativi territoriali e delle aule didattiche, oggi in sciopero contro la decisione del comune di Bologna di riportarle all'inquadramento di dipendenti.
Si sono ritrovate sotto Palazzo d'Accursio attorno alle 11 per dare voce alla protesta: "siamo insegnanti comunali non badanti", era scritto su un cartellone. una delegazione di cinque insegnanti e' salita in comune per chiedere un incontro al sindaco Giorgio Guazzaloca.
Hanno invece ottenuto un faccia a faccia con l'assessore alle attivita' produttive Enzo Raisi, che ha chiesto informazioni sulla vertenza "prendendosi anche l'impegno di parlare della questione in giunta e con l'assessore Foschini", responsabile del personale.
A fare il resoconto dell'incontro con l'assessore e' cristina gnudi, una delle insegnanti: "Raisi ci ha chiesto se avevamo avuto possibilita' di parlare con l'amministrazione. Gli abbiamo spiegato che l'unico incontro e' servito solo a sentirci dire che la sentenza (della Consiglio di Stato, che impone la riconversione, ndr) andava per forza applicata".
All'assessore e' stato fatto presente anche il timore di alcuni insegnanti di veder sparire il centro di formazione professionale del comune (situato alle ex scuole Giordani): si dice che l'attivita' dovrebbe passare alla Fondazione Aldini. "e' assurdo che venga buttata al vento una professionalita' per far subentrare qualcun altro", dice ancora Gnudi.
Le insegnanti sollevano anche un altro problema: ad alcune e' stato proposto, per non perdere il titolo di docenti, di andare a coprire i posti vacanti nella scuola materna.
"Ma in questo modo si riportano nelle classi delle età più piccole persone non hanno mai fatto questo tipo di lavoro docente e soprattutto si chiudono ancora di piu' le possibilita' di stabilizzare il personale precario.
In un colpo solo si disperde una professionalita' specifica sulle aule didattiche copiata in vari Comuni e si riduce la possibilita' di dare posti fissi a tante insegnanti che da anni aspettano".
Quanto ai soldi che il Comune ha chiesto indietro alle maestre (per un periodo passato, in cui andarono a un regime di 36 ore), "Raisi ci ha detto che secondo lui era un atto dovuto. Ma ci e' sembrato piuttosto- conclude l'insegnante- che su tutto il resto (cioe' la riconversione, ndr) pensi che si poteva dare un'interpretazione politica diversa" rispetto alle scelte operate dall'amministrazione.
Vedremo se si è trattato solo di parole di circostanza.


Comune Bologna. Lettera docenti a Guazzaloca e Cofferati= Cgil: sciopero, adesione al 99% -------------------------------

Lo sciopero dei docenti comunali dei servizi scolastici di Bologna "ha avuto un'adesione del 99%". Lo ha affermato oggi il segretario regionale della Cgil scuola, cClaudio Cattini, aprendo i lavori di un'affollatissima assemblea nella sala dei dipendenti comunali di via san Felice, nella quale si sono dati appuntamenti gli insegnanti.
Oggi alcuni docenti hanno scritto una lettera indirizzata "al sindaco uscente" Giorgio Guazzaloca e al candidato sindaco del centrosinistra, Sergio Cofferati. "chi ci governera' nei prossimi 4 anni- si legge nella lettera- dichiari esplicitamente che cosa intende fare delle scuole comunali". Perche', prosegue la lettera, "per una distorta visione economicistica, che non considera l'istruzione un valore, ma solo una spesa, le amministrazioni del Comune hanno tagliato, chiuso e ridimensionato i servizi scolastici ed educativi comunali".
"Abbiamo chiesto a Guazzaloca di rendere conto del suo operato- spiega la docente Carla Pratella- e a Cofferati quali sono i suoi intendimenti. Chiediamo che ci sia un confronto politico e che non si avvalli piu' la trasgressione dei piu' semplici diritti dei lavoratori".
I docenti dei servizi scolastici ed educativi territoriali che protestano perche' il Comune di Bologna li ha "privati della funzione di docente e dell'orario di lavoro in vigore per trasformarli in semplici impiegati", oggi hanno dunque incrociato le braccia, e la Cgil regionale parla di "risultati eccezionali" della mobilitazione.
Per Cattini pero' lo sciopero di oggi "e' solo una tappa intermedia" e "da domani bisogna rimettere in pista l'azione sindacale" con il Comune di Bologna. "se a giorni non si otterrano risultati significativi- chiude Cattini- ci saranno le condizioni per un'ulteriore mobilitazione".

(Tratto da agenzia Dire)





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